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Forget and Remember
March 15 - April 24, 2004
Milano
Lunedì 15 Marzo 2004
alle ore 18:30
La Galleria Davide Di Maggio presenta per la prima volta a Milano la personale dell’artista cinese Zhang Xiaogang, dopo la partecipazione alla 46° e 47° Biennale di Venezia del 1993 e 1995.
L’arte della provincia di Sichuan in Cina, da cui proviene l’artista, è molto differente da quella piu’ apertamente politicizzata, tipica della capitale Pechino. La scuola di Sichuan è infatti attraversata da una vena di derivazione surrealista. Dall’unione di tematiche sociali e politiche nasce l’opera pittorica di Zhang Xiaogang.
Fin dal 1993 l’artista ha lavorato su cicli tematici, come quelli della “Grande Famiglia” o dei “Legami di sangue”, ispirandosi spesso a vecchie foto di famiglia – bisogna ricordare che il concetto di famiglia in Cina va oltre quello di famiglia mononucleare europea e oltrepassa il mero vincolo dato dai legami di parentela stretti o lontani che siano.
Il Collettivismo, che associa innumerevoli gruppi famigliari e che è finalizzato ad una strategia di controllo e di produttività è infatti parte della struttura sociale cinese e i legami sociali vengono così ad avere la stessa forza di quelli di sangue. Fin dai primi lavori su tela il tema principale dell’opera di Xiaogang è stato il rapporto biunivoco tra memoria e oblio.
Ciò che l’artista si chiede è come, una volta data l’esperienza passata come punto di partenza, ci si debba prefigurare il presente – come egli stesso dice : “il nostro passato e il nostro presente sono così distanti ! Molte persone si sentono perse nel loro rapporto con la contemporaneità, ed è esattamente questa contraddizione tra passato e presente che costituisce uno degli aspetti fondamentali della società cinese odierna, qualcosa che la rende ancora piu’ interessante.” Nelle sue tele l’artista cattura l’aspetto omogeneo e appiattente della logica sociale collettivista – nei volti stralunati e negli sguardi fissi dei suoi personaggi – con una tecnica minuziosa che ricorda la resa fotografica. Eppure piccole idiosincrasie, un leggero strabismo, degli occhiali, un neo, un dente imperfetto o un ciuffo scomposto di capelli rivelano che dietro ad ogni immagine è nascosta una precisa identità psicologica seppure in contraddizione con l’appiattimento imposto dalla società. Queste piccole, insignificanti differenze, erano in effetti tutto quello che poteva essere tollerato durante la Rivoluzione Culturale, epoca in cui l’individuo doveva scomparire di fronte alla collettività.
Nato nel 1958 Zhang Xiaogang fu testimone di questo periodo della storia cinese, con gli occhi di bambino ed in seguito di adolescente. Anche in questo senso, la sua opera appare come un tentativo di rimettere in circolo contenuti di memoria troppo in fretta dimenticati, un modo per far riemergere il ruolo cruciale della psiche individuale che per decenni era stata imbrigliata e trattenuta dalle redini della società collettivista cinese.
Zhang Xiaogang si è formato all’Accademia di Belle Arti di Sichuan, laureandosi in pittura nel 1982. Aderì poi ad un gruppo di artisti d’avanguardia che divenne noto in Cina nei primi anni ottanta per poi assumere rilievo internazionale dopo alcune importanti mostre sull’arte cinese contemporanea come : “Mao goes Pop” al Museo d’Arte Contemporanea di Sidney nel 1993, alla Biennale di San Paolo nel 1994 e alle Biennali di Venezia del 1993 e 1995. Zhang Xiaogang ha tenuto mostre personali a Parigi, New York, Londra, Vienna, San Francisco, Berlino, Helsinki, Praga e Edimburgo.
La mostra resterà aperta fino al 24 aprile 2004 Orari: dal lunedì pomeriggio al sabato dalle 10:30 alle 20:00.
Deutsch
Die Galerie Davide Di Maggio präsentiert zum ersten Mal in Mailand die Einzelausstellung des chinesischen Künstlers Zhang Xiaognang. Zu seinen letzten Auftritten zählen unter anderem die Teilnahme an der 46. und 47. Biennale von Venedig 1993 und 1995.
Die Kunst der Region Sichuan in China, die Heimat des Künstlers, unterscheidet sich sehr von der politisch offensiveren Kunst, die für die Hauptstadt Pechino bekannt ist. Die Schule von Sichuan hingegen ist deutlich vom Surrealismus geprägt. Aus der Zusammenführung von sozialen und politischen Themen erwächst die Kunst von Zhang Xiaogang.
Seit 1993 arbeitet der Künstler an thematischen Zyklen, wie denen der “Großen Familie” oder der “Blutsverwandtschaften”, die unter anderem durch die Inspiration alter Fotos entstehen – hierbei muss bedacht werden, dass das Konzept der Familie in China ein ganz anderes ist als das europäische, auf einen bestimmten Kern konzentrierte Familiengerüst: es überschreitet die puren Verwandtschaftsbünde.
Das Kollektiv, das unzählige Familiengruppen aufnimmt und das auf Kontrolle und Produktivität ausgerichtet ist, ist Teil der sozialen Strukturen in China und somit erhalten soziale Beziehungen den gleichen Stellenwert wie Blutsverwandtschaften. Seit den ersten Arbeiten auf Leinwand behandelt Xiaogang in seinen Arbeiten das wechselseitige Verhältnis zwischen Erinnerung und Vergessen.
Die Fragen, die sich der Künstler stellt, ausgehend von den Erlebnissen der Vergangenheit, machen den Endruck, als wolle er die Gegenwart vorweg nehmen – wie er selbst sagt: “Unsere Vergangenheit und unsere Gegenwart sind so weit voneinander entfernt! Viele Menschen fühlen sich verloren in der heutigen Zeit, und es ist genau dieser Gegensatz zwischen Vergangenheit und Gegenwart, der einen der grundsätzlichsten Aspekte der heutigen chinesischen Gesellschaft bildet, etwas, das sie noch interessanter erscheinen lässt.“ Auf seinen Leinwänden fängt der Künstler dieses vereinheitlichende und zusammenführende Element der sozialen kollektiven Logik ein – in den verwirrten Gesichtern und in den starrem Augen seiner Figuren – mittels einer minutiösen Technik, die an die Fotografie erinnert. Und dabei machen gewisse Eigentümlichkeiten - ein leichtes Schielen der Augen, ein Makel wie ein schiefer Zahn oder zerzauste Haare – deutlich, dass hinter jedem Bild eine psychologisch genau definierte Identität versteckt ist; ganz im Gegensatz zu der Vereinheitlichung der sozialen Strukturen. All diese kleinen, unbedeutenden Unterschiede waren jedoch alles, was während der kulturellen Revolution toleriert werden konnte, in einer Epoche, in der das Individuum hinter dem Kollektiv verschwinden musste.
Geboren 1958 war Zhang Xiaogang Zeuge dieser Periode der chinesischen Geschichte, zuerst mit den Augen eines Kindes und dann mit denen eines Jugendlichen. Aus diesem Blickwinkel erscheint sein Werk wie ein Versuch, Dinge in Erinnerung zu rufen, die zu schnell in Vergessenheit geraten sind, um die Bedeutung der individuellen Psyche wieder zum Vorschein zu bringen, die zehn Jahre lang im Zaum gehalten wurde und mit der Idee einer kollektiven chinesischen Kultur unterdrückt wurde.
Zhang Xiaogang besuchte die Akademie der Schönen Künste in Sichuan und machte 1982 seinen Abschluss in Malerei. Daraufhin trat er einer Gruppe von avantgardistischen Künstlern bei, die in China in den frühen achtziger Jahren große Anerkennung erhielt. In den folgenden Jahren wurde er aufgrund von zahlreichen wichtigen Ausstellungen von chinesischer zeitgenössischer Kunst international bekannt, darunter “Mao goes Pop” im Museo d'Arte Contemporanea in Sidney 1993, auf der Biennale von San Polo 1994 und auf der Biennale von Venedig 1993 und 1995. Zhang Xiaogangs Einzelausstellungen umfassen Städte wie Paris, New York, London, Wien, San Francisco, Berlin, Helsinki, Prag und Edinburgh.
Die Ausstellung bleibt bis zum 24. April 2004 geöffnet. Öffnungszeiten: Von Montag Nachmittag bis Samstag von 10:30 bis 20:00 Uhr.