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March 19 - May 10, 2005
Berlin
La Galleria Davide Di Maggio – Mudimadue presenta nei suoi nuovi spazi nelle Gipshöfe a Berlino la mostra personale della fotografa americana Francesca Woodman. La mostra presenta cronologicamente le tappe salienti del lavoro dell'artista fra il 1973 e il 1981.
Francesca Woodman è nata nel 1958 a Denver da una famiglia di artisti. Ha trascorsa la maggior parte della sua infanzia ad Antella, un paesino vicino a Firenze.
Iniziò già all'età di tredici anni a fare fotografie. Coltivò questa passione fino alla sua morte, il 19 gennaio 1981, quando si buttò dalla finestra del suo appartamento di New York, a soli ventidue anni.
Il lavoro-performance dell'artista americana si sviluppa in una serie di fotografie in bianco e nero molto forti, che vanno dagli inizi ancora prematuri (1971-72), con i suoi autoritratti sotto betulle fino all'ultima serie newyorchese del 1981, i cosiddetti “blue prints”. Nella sua opera esigua ma impressionante la Woodman trasforma situazioni reali e oggetti familiari in qualcosa di misterioso e assente, quasi surreale. Il tema principale della sua fotografia è mettere in dubbio la realtà, presentare un mondo immaginario, in cui i corpi e i modelli agiscano secondo le istruzioni dell'artista.
Per la Woodman la fotografia è stato il mezzo adeguato per esprimere le sue ambizioni artistiche. Le sue immagini illustrano mondi di sentimenti drammatici e concretizzano i misteri di vita e di morte.
Le fotografie della Woodman sono realizzate con la massima cura sebbene scattate con grande velocità. A volte la persona nella foto, spesso l'artista stessa, è ben delineata, altre volte poco definita tanto da non poterla identificare, un'ombra, una presenza spirituale. In altre fotografie le persone si trovano al margine dell'immagine, sono tagliate fuori dal focus. Lo spazio, il vuoto, lo sparire diventano visibili.
Deutsch
Die Galerie Davide Di Maggio - Mudimadue präsentiert in ihren neuen Räumlichkeiten in den Gipshöfen eine Einzelausstellung der amerikanischen Fotokünstlerin Francesca Woodman. Die Ausstellung zeigt chronologisch die wesentlichen Etappen im Werk der Künstlerin zwischen 1973 und 1981.
Francesca Woodman wurde im Jahr 1958 in Denver in eine Künstlerfamilie geboren. Einen großen Teil ihrer Kindheit verbrachte sie in Antella, einem kleinen Ort bei Florenz.
Bereits mit dreizehn Jahren begann sie zu fotografieren. Diese Leidenschaft sollte sie bis zu ihrem Tod am 19. Januar 1981 begleiten, als sie mit bloß zweiundzwanzig Jahren aus dem Fenster ihrer New Yorker Wohnung sprang.
Die Werk-Performance der amerikanischen Künstlerin entwickelt sich in einer Reihe von starken Schwarz-Weiß-Fotografien, die ihrem künstlerischen Werdegang von einem frühreifen Anfang (1971-72) über die poetischen Selbstporträts unter Birken von 1981 und bis zu der letzten New Yorker Serie, den so genannten "blue prints", folgen. In Woodmans schmalem, aber eindrucksvollem Werk werden reale Situationen und vertraute Gegenstände zu etwas Geheimnisvollem, Entrücktem, fast Surrealem. Sie stellt die Realität als Thema der Fotografie in Frage und setzt an ihre Stelle eine imaginäre Welt, in der die Modelle und ihre Körper nach ihren Anweisungen agieren.
Für Woodman bedeutete Fotografie die angemessene Technik, um ihre künstlerischen Ambitionen auszudrücken. Ihre Aufnahmen illustrieren dramatische Gefühlswelten und verleihen den Mysterien von Leben und Tod Gestalt.
Woodmans Bilder sind fast immer sorgfältig inszeniert und dennoch in kürzester Zeit aufgenommen worden. Sie sind entweder gestochen scharf, oder die fotografierte Person, häufig Woodman selbst, ist so unscharf aufgenommen, dass sie nicht mehr zu erkennen ist, ein geisterhafter Schatten. Auf anderen Aufnahmen stehen die Personen am Bildrand, sind abgeschnitten, liegen außerhalb des Fokus. Der Raum, die Leere, das Verschwinden werden sichtbar.